La difficoltà respiratoria nasale da ipertrofia dei turbinati

I turbinati nasali sono delle formazioni di mucosa ipervascolarizzata che aiutano a riscaldare, filtrare e inumidire l’aria che entra dal naso. Se i turbinati sono troppo grandi ( turbinati ipertrofici), possono ridurre o addirittura bloccare il flusso d’aria. Questa condizione può causare problemi di respirazione, russamento, sinusite, infezioni frequenti, otiti medie ed epistassi.

Normalmente i turbinati sono tre per narice,  turbinati superiori, medi e inferiori, ma in qualche caso se ne hanno quattro. L’ispessimento cronico dei turbinati inferiori e medi è la causa più comune della difficoltà respiratoria nasale. Quando la terapia medica non riesce a riportarli alla loro dimensione fisiologica, si procede con la riduzione chirurgica dei turbinati

I sintomi

L’ipertrofia dei turbinati rende più difficile la respirazione attraverso il naso. Alcuni dei sintomi più comuni sono:

  • alterazione dell’olfatto;
  • secchezza della bocca al risveglio;
  • dolore frontale;
  • congestione nasale;
  • russamento.

I sintomi dell’ipertrofia dei turbinati sono molto simili a quelli di un raffreddore che sembra non voler passare.

L’ipertrofia dei turbinati può anche associarsi da una deviazione del setto nasale più o meno pronunciato. La deviazione del setto può essere congenita o di origine traumatica e si verifica quando la cartilagine invade una o a volte entrambe le narici restringendone il lume respiratorio.

La diagnosi viene effettuata dallo specialista otorinolaringoiatra tramite la rinofibroscopia con fibre ottiche e associando in base all’anamnesi e ai sintomi riferiti, un esame allergologico, la citologia nasale, la rinomanometria oppure la TAC.

Le cause

L’ipertrofia dei turbinati può essere acuta o cronica. Tra le cause più comuni di questa condizione vi sono:

  • infiammazione cronica dei seni paranasali;
  • irritanti ambientali;
  • allergie stagionali.

Quali sono i trattamenti per l’ipertrofia dei turbinati?

Il trattamento di elezione è quello medico con spray topici per ridimensionare l’ipertrofia dei turbinati. Nel caso in cui sia presente una sensibilizzazione allergica, si attuano misure preventive o terapie con antistaminici.

Ridurre gli allergeni in casa

Un modo per aiutare a trattare i sintomi dell’ipertrofia dei turbinati è limitare l’esposizione agli allergeni ambientali. Ecco alcuni suggerimenti per aiutarvi a raggiungere questo obiettivo:

  • Fare ogni sforzo per rimuovere la polvere e la forfora di animali domestici in eccesso dalla casa. Per rimuovere la polvere, passare l’aspirapolvere su tappeti, cuscini, tende e mobili.
  • Proteggete il vostro materasso dagli acari della polvere mettendovi sopra una copertura antipolvere.
  • Astenersi dal fumare, soprattutto in ambienti chiusi.
  • Rimuovere muffa e funghi con detergenti appositamente formulati, soprattutto in cantina, bagno e cucina.
  • Utilizzare un filtro HEPA (High Efficiency Particulate Air) negli ambienti interni. Questo filtro può contribuire a eliminare una quantità significativa di polvere irritante in una stanza. Il luogo più efficace per l’utilizzo di un filtro dell’aria è la camera da letto, in quanto è il luogo in cui si dorme. Se si hanno animali domestici in casa, tenerli fuori dalla camera da letto può aiutare a ridurre gli agenti irritanti della forfora.

Farmaci e trattamenti domiciliari

Oltre a ridurre gli allergeni in casa, esistono farmaci e trattamenti domiciliari che possono aiutare l’ipertrofia dei turbinati. Questi includono:

  • Assumere farmaci per ridurre le allergie stagionali, come la cetirizina o la loratadina.
  • Assunzione di decongestionanti orali, come la pseudoefedrina o la fenilefrina solo su prescrizione e sotto controllo medico. Tuttavia, questi farmaci possono influenzare la pressione sanguigna e dovrebbero essere evitati da chiunque abbia problemi di pressione sanguigna.
  • Utilizzare temporaneamente ( massimo 7 giorni) decongestionanti nasali per alleviare il gonfiore nasale. Tuttavia, questi farmaci non dovrebbero essere usati regolarmente perché possono causare sanguinamento, inefficacia nel tempo e portare allo sviluppo di una rinite medicamentosa

Intervento chirurgico

Se i sintomi non rispondono ai trattamenti conservativi, il medico può consigliare un intervento chirurgico per ridurre le dimensioni dei turbinati.

Esistono tre approcci chirurgici principali per ridurre l’ipertrofia dei turbinati:

  • Resezione ossea dei turbinati inferiori (ITBR). Consiste nella rimozione di una porzione di osso dei turbinati inferiori per favorire il flusso d’aria nel naso.
  • Turbinectomia parziale inferiore (PIT). Questa procedura prevede la rimozione del tessuto molle del turbinato inferiore.
  • Diatermia sottomucosa (SMD). Questa procedura prevede l’utilizzo di un ago speciale chiamato ago diatermico per utilizzare l’energia termica per ridurre il tessuto molle all’interno dei turbinati.

Esistono approcci diversi alla chirurgia dei turbinati. Il medico può formulare raccomandazioni in base alla gravità dei sintomi. La chirurgia dei turbinati deve essere il più possibile conservativa e non si dovrebbero rimuovere ne parzialmente né completamente i turbinati, che hanno una funzione importante. Se il medico rimuovesse tutti i turbinati, si potrebbe avere un naso secco e chiuso in modo permanente.

I medici chiamano questo fenomeno “sindrome del naso vuoto“.

Nuove metodiche operatorie

Lo sviluppo di nuove metodiche chirurgiche e di nuovi Laser come il Laser a Diodi a Luce Blu, ha permesso di perfezionare la tecnica operatoria rendendola conservativa, meno traumatica, più efficace e soprattutto duratura nel tempo. Inoltre con questo nuovo Laser non si interviene sulla porzione esterna dei turbinati, ma si lavora all’interno, vaporizzando il tessuto sottomucoso in eccesso e ripristinando il corretto e fisiologico spazio respiratorio

Quali sono le possibili complicazioni dell’ipertrofia dei turbinati?

L’ipertrofia dei turbinati non trattata può causare un peggioramento dei sintomi. Una persona può avere gravi difficoltà a respirare con il naso. Questo rende difficile ottenere un sonno ristoratore. Si possono anche verificare frequenti infezioni sinusali, che possono rendere difficile la produttività scolastica o lavorativa, roncopatia, difficoltà a concentrarsi nelle attività quotidiane e otiti medie ricorrenti

La redazione in collaborazione con il Dr. Antonio Trichini, Otorinolaringoiatra

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